Libro 9 – GEMINI: WARP 10.0

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Tra Castore e Polluce, per appena 8,4 secondi, l’universo fa qualcosa che non dovrebbe fare.
Un impulso ad altissima energia attraversa il cielo.
Per un istante sembra l’inizio di una supernova.
Poi tutto scompare.
Nessuna esplosione.
Nessuna stella morente.
Nessun residuo.
Solo un punto vuoto tra i due Gemelli.
E una domanda che nessuno riesce a formulare senza sentirsi ridicolo.
Che cosa è appena successo?
Il rapporto raggiunge il SETI Ω.
Ryu Kamoto controlla i dati.
Li ricontrolla.
Perché qualcosa non torna.
L’evento non assomiglia davvero a nulla di conosciuto.
Le coordinate vengono corrette.
Le possibilità eliminate una dopo l’altra.
Finché resta soltanto quel punto.
Il centro di un mistero apparentemente vuoto.
Mark Seaman viene convocato.
Con lui tornano Danielle, Sergio, Silvio e gli uomini e le donne che hanno attraversato l’universo insieme.
La ISF potrebbe inviare un’intera flotta.
Duecentosettanta grandi unità sono disponibili.
Brexman ne autorizza soltanto tre.
Excalibur.
Dragon.
Shark.
Nessuna Poseidon.
Nessuna supercorazzata.
Nessuna scorta.
Perché non stanno andando in guerra.
Almeno, non ancora.
Il WARP 10.0 li porta verso Castore e Polluce.
Verso coordinate precise.
Verso un punto nel quale, secondo tutti gli strumenti, non esiste assolutamente niente.
E proprio quel niente comincia a comportarsi in modo impossibile.
Registri duplicati.
Oggetti che sembrano ricordare una storia diversa.
Messaggi che nessuno ha inviato.
Ricordi che appartengono a vite mai vissute.
Poi una persona scompare.
E qualcun altro prende il suo posto.
Stesso volto.
Stessa voce.
Stessa identità.
Ma una vita completamente diversa.
Un Ciro Esposito guarda Angela Ross e ricorda un’altra donna.
Un’altra Excalibur.
Un altro comandante.
Un altro passato.
Ed è soltanto l’inizio.
L’anomalia non mostra mondi lontani.
Mostra possibilità.
Vite che avrebbero potuto esistere.
Amori che in una realtà sono impossibili e in un’altra sono durati anni.
Carriere mai intraprese.
Famiglie mai nate.
Scelte fatte diversamente.
Versioni degli stessi uomini e delle stesse donne che conoscono segreti che nessuno dovrebbe conoscere.
L’equipaggio della Excalibur smette di chiedersi soltanto dove si trova.
La domanda diventa molto più pericolosa.
Chi sarei stato, se avessi scelto diversamente?
Per Mark, Danielle, Lea, Sergio, Silvio e gli altri, ogni nuovo scambio è una finestra su un’esistenza alternativa.
A volte commovente.
A volte inquietante.
Molto spesso terribilmente imbarazzante.
Perché l’universo può essere crudele.
Ma sembra possedere anche un senso dell’umorismo discutibile.
Vecchi amici scoprono di essere stati amanti.
Persone sposate con qualcuno ricordano di aver sposato qualcun altro.
Ufficiali impeccabili si ritrovano con memorie che preferirebbero cancellare.
E alcune rivelazioni diventano immediatamente materiale per ricatti affettuosi a vita.
Perfino Kamoto deve accettare che la matematica non basta più.
Gli scambi accelerano.
Prima separati da minuti.
Poi da secondi.
Infine quasi sovrapposti.
Le tre ammiraglie iniziano a percepire più realtà contemporaneamente.
Consolle che cambiano per un istante.
Ponti che non sono più gli stessi.
Ricordi che arrivano da entrambe le direzioni.
Le versioni possibili della loro vita stanno perdendo distanza.
E se continuassero a convergere, nessuno sa che cosa resterebbe della realtà originale.
Kamoto cerca una soluzione.
Mark cerca un modo per tenere unito l’equipaggio.
Danielle cerca soprattutto di assicurarsi che, qualunque Mark torni a casa, sia quello giusto.
Impresa che diventa sorprendentemente meno semplice del previsto.
Quando davanti alla Excalibur ne compaiono altre due, il problema smette definitivamente di essere teorico.
Tre navi.
Tre ponti.
Tre versioni dello stesso uomo.
Tre Mark Seaman che si guardano e arrivano alla stessa conclusione.
Nessuno di loro ha la minima certezza che il piano funzionerà.
Ma certe missioni non chiedono certezze.
Chiedono soltanto di scegliere quale vita si vuole davvero vivere.
E di trovare la strada per tornarci.
Perché forse le infinite possibilità dell’universo non mostrano ciò che abbiamo perduto.
Forse ci ricordano il valore di ciò che abbiamo scelto.
GEMINI: WARP 10.0 — TUTTE LE VITE CHE POTREMMO VIVERE.
Tra Castore e Polluce, ogni possibilità esiste. Il problema è capire quale appartiene davvero a noi.

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